Fate, maghi, gnomi, orchi, lupi famelici, ingenue creature, personaggi inventati, improvvisati. Sono tutti incontri che ho fatto ormai tantissimi anni fa, quando al lume di candela, mia madre mi affabulava davanti al focolare. Erano tempi in cui le linee elettriche erano fragili e spesso eravamo costretti la sera a stare al buio.
In quei frangenti si accendeva l’estro creativo della mamma che a sua volta accendeva la mia fantasia e le immagini nascevano ogni volta che la sua voce mi faceva incontrare personaggi incredibili. Era inevitabile che io la implorassi di continuare all’infinito. Racconta e non fermarti, le dicevo, perché non mi saziavo mai di incontrare figure vere e inventate, meravigliose, orrende, generose e spietate. Storie romantiche, drammatiche, comiche, a volte patetiche,
Sarà per questo che amo andare al cinema. Perché è il luogo in cui più di tutti posso ritrovare quell’interminabile favola che mi offriva mia madre. Anche al cinema il buio tiene unite le persone, il riverbero del proiettore fa palpitare le facce come davanti ad una candela e si ricrea la stessa intimità di quando stavo ad ascoltare le favole della mamma. Non mi piacciono le multisala, sono anonime, poco accoglienti, luoghi in cui si assembla una moltitudine di estranei. Amo i cinema di periferia, i cinema parrocchiali, quelli che ancora resistono nei quartieri delle città e dei paesi.
Sono luoghi in cui sopravvive, a dispetto dei tempi, il tepore di una comunità. Qui le persone che si conoscono si incontrano per perdersi insieme nelle emozioni, per consolidare relazioni, riflettere, confrontarsi, per crescere, per vivere.
Riflettendo, il fascino del mestiere dell’attore è proprio nell’opportunità di fare incontri memorabili. Dalla penna degli sceneggiatori escono personaggi che reclamano di vivere, di agire, essere reali. Gli attori li incontrano e gli prestano voce, corpo e anima. E l’incontro con queste figure, figlie di una fervida scrittura, mette in moto tutte le risorse creative dell’attore per dare credibilità al personaggio e alla storia che vuole raccontare.
Non solo recitare, interpretare, ma incontrare più di tutto, per offrire emozioni, idee, sogni che sono la benzina della vita.
