La mostra Michelangelo Pistoletto. Love Difference – Mar Mediterraneo, inaugurata
il 7 maggio a Matera, costituisce una delle iniziative più rilevanti collegate a “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”. Michelangelo Pistoletto, artista di fama mondiale, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2025 e nel 2026, è stato presente a Matera in varie occasioni. Nel 2019 ha inaugurato personalmente la grande scultura del Terzo Paradiso collocata in permanenza nel nuovo Campus materano dell’Università degli Studi della Basilicata, avviando un durevole rapporto con l’istituzione che da allora fa parte della rete internazionale delle “Ambasciate del Terzo Paradiso”.
Oggi Pistoletto ritorna a Matera con un progetto culturale curato da chi scrive e promosso dalla Fondazione Pistoletto – Cittadellarte e dall’Università degli Studi della Basilicata, con l’organizzazione della società Opera Arte e Arti, diretta da Enrico Filippucci, e con la preziosa collaborazione del Circolo Culturale La Scaletta, che ha messo a disposizione la prestigiosa sede espositiva del complesso rupestre alto-medievale di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, già luogo di grandi mostre dedicate alla scultura contemporanea.
Il Mediterraneo è al centro dell’interesse di Pistoletto a partire dall’ideazione nel 2002, in seno alla Fondazione Pistoletto – Cittadellarte, di Love Difference – Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea, presentato alla Biennale di Venezia del 2003, anno in cui l’artista fu insignito del Leone d’Oro alla Carriera.
Per Pistoletto il Mediterraneo, oltre a costituire il luogo fisico e culturale in cui affondano le proprie radici popoli e civiltà le cui affinità e differenze hanno da sempre generato incroci, connessioni e conflitti, è un’area del mondo che condensa in sé le tensioni che caratterizzano il nostro tempo a livello globale, come drammaticamente confermato dalla cronaca recente.
L’installazione Love Difference – Mar Mediterraneo consiste in un grande tavolo ricoperto di specchi, la cui forma ondulata richiama quella del bacino del Mediterraneo, circondato da sedie e tappeti provenienti da paesi che si affacciano su questo mare. L’opera trasmette un messaggio di unione e convivialità, dunque di dialogo e confronto pacifico, accogliendo nelle sue insenature il pubblico, che specchiandosi nel tavolo-mare vi si immerge virtualmente, condividendo un comune spazio fisico e simbolico che connette e non divide. Sotto quest’aspetto l’opera, in quanto metafora di pace e di rispetto delle differenze culturali, intercetta il senso profondo di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo”: la promozione di un’interazione pacifica e produttiva tra popoli e culture del mare nostrum.
Al contempo l’opera è “in movimento”, sempre diversa perché attraverso lo specchio riflette un pubblico continuamente rinnovato e inoltre, nella sede specifica di questa mostra materana, rispecchia l’ambiente plurisecolare delle chiese rupestri, connotate da elementi architettonici e pittorici frutto di molteplici contaminazioni culturali tra Oriente e Occidente, dunque di connessioni tra “differenze” stratificatesi nel corso della storia della città.
Lo specchio è utilizzato da Pistoletto fin dagli anni Sessanta come mezzo per rendere il pubblico co-protagonista attivo del processo artistico. In questo senso il tavolo costituisce un punto d’arrivo nell’articolata ricerca concettuale dell’artista dagli anni Sessanta del Novecento ad oggi, contrassegnata da un’attitudine relazionale che ha guidato il suo lavoro a partire dai “quadri specchianti” – ideati al tempo della sua adesione al movimento dell’Arte Povera – arrivando poi a tradursi in un impegno sociale effettivo.
L’intento di calare l’arte in una dimensione pratica e fattuale condivisa collettivamente, al fine di individuare azioni volte al miglioramento della società, è stato enunciato dall’artista nel manifesto Progetto Arte del 1994, concretizzandosi quattro anni dopo nella creazione a Biella della Fondazione Pistoletto – Cittadellarte, che da allora promuove iniziative guidate dal principio che l’arte possa e debba contribuire a una trasformazione sociale responsabile.
In questo periodo Pistoletto elabora sia l’idea-segno del Terzo Paradiso, sigla visuale simbolica e programmatica che materializza nelle forme dell’arte pubblica il suo pensiero artistico e filosofico, sia il progetto dello Statodellarte, il cui organo è il Parlamento Culturale Mediterraneo, rete internazionale di soggetti e istituzioni in cui l’arte si fa “Stato” che unisce gli Stati, ambendo a generare un cambiamento a partire dalla creatività espressa da ciascun individuo in ogni settore della società.
Coerentemente con quest’idea, il tavolo Love Difference – Mar Mediterraneo, pur avendo indubbiamente un forte impatto estetico, non si propone solo come opera d’arte da contemplare ma come oggetto relazionale capace di generare incontro fra voci e punti di vista diversi: “differenze” che Pistoletto invita non a tollerare ma ad amare, cioè ad accogliere profondamente in un’autentica interazione tra il sé e l’altro. Attorno al tavolo sono state presentate e sviluppate, in varie sedi, molte delle attività del Movimento Love Difference e di Cittadellarte.
Anche a Matera, in piena corrispondenza con lo spirito della città “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo” e con i princìpi teorici enunciati da Pistoletto in diversi scritti e applicati alla pratica artistica, verranno organizzati intorno a Love Difference – Mar Mediterraneo degli incontri pubblici su tematiche inerenti al Mediterraneo quale crocevia di culture, vivendo l’installazione non come un’esposizione statica di tipo tradizionale ma come dispositivo partecipato d’incontro e dialogo.



