Il convegno di Ottobre che si terrà a Matera è il terminale di un lungo percorso avviato oltre tre anni fa. L’auspicio è che sia anche l’inizio fattuale di un nuovo percorso altrettanto lungo e, si spera, fruttuoso. Per il Circolo La Scaletta tutto ha avuto inizio con l’incontro tenutosi a Pompei. L’ordine del giorno, in quel convegno, prevedeva un solo argomento e cioè il problema delle aree interne. Emersero invece, prepotentemente, le criticità che l’eventuale approvazione dell’autonomia differenziata – il tema che in quei giorni era all’ordine del giorno del Governo e del Parlamento – avrebbe prodotto al Sud Italia in termini socio economici.
Si evidenziarono, già in quell’incontro, i primi segnali di fenomeni di cui tutti noi, oggi, abbiamo piena conoscenza e coscienza: occupazione, denatalità, spopolamento, emigrazione giovanile e non solo; sanità, servizi ed ancora, con più gravità, la marginalizzazione, se non l’isolamento, delle aree interne. Temi che sono diventati argomento dei successivi incontri organizzati da un numero significativo di associazioni delle varie regioni meridionali. Incontri ai quali partecipavano e partecipano numerosi sindaci soprattutto di realtà urbane interne.
A Matera il primo marzo 2024 si sottoscrisse per la prima volta un documento comune tra associazioni e sindaci, La carta di Matera, in cui si indicavano, sommariamente, i problemi del Mezzogiorno e le possibili soluzioni. Documento che divenne base perchè le Associazioni di alcune Regioni si riconoscessero nei principi sui quali attivare le loro azioni e di conseguenza si strutturassero formalmente. Passo che è stato poi formalmente compiuto dando vita alla Federazione delle Associazioni Civiche del Sud.
Nel frattempo la legge sull’autonomia differenziata ha dovuto registrare le osservazioni della Corte Costituzionale che ha ravveduto, nel corpo della legge, diversi profili incostituzionali e che ha portato ad un apparente accantonamento della legge.
Ma evidentemente le sirene degli autonomisti non smettono di risuonare, ed al momento pare che con l’istituto delle preintese si stia procedendo al trasferimento di ulteriori deleghe alle Regioni che ne fanno richiesta, di materie che non richiedono la definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione. La qual cosa rappresenterebbe solo un ulteriore passo verso divisioni territoriali ed un diverso modo di governare i problemi del paese quando i tragici eventi mondiali, di questi ultimi anni, evidenziano l’importanza di una unità d’intenti delle nazioni e la condivisione di programmi e di politiche comuni.
Se non bastasse, lo SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) ha certificato come ben tredici milioni di cittadini che risiedono in comuni ricadenti in aree classificate interne non abbiano nessuna speranza di vedere un recupero delle loro comunità, destinate sempre più, a perdere ulteriori servizi e funzioni. Un’analisi impietosa e sconvolgente già di per sé; se a questa si abbina, poi, una possibile attuazione dell’autonomia differenziata o qualunque altro meccanismo, è inevitabile che tutto porti ad una disgregazione territoriale e dunque sociale dell’intero paese.
Il titolo di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo ci offre l’opportunità di portare all’attenzione degli enti decisori tutti i problemi evidenziati nella Carta di Matera, sviluppati ed approfonditi grazie al generoso contributo di autorevolissime studiose e studiosi. Il dossier prodotto, non solo individua le criticità ma formula possibili nuove politiche tese ad arginare i fenomeni negativi individuati, e consentire un rilancio, non solo del Sud ma anche del resto d’Italia; atteso che molte problematiche sono del tutto comuni, vedi aree interne. Nuove politiche dunque, che portino attenzione anche al ruolo che il meridione potrà svolgere (in termini di cultura ed innovazione in molti settori produttivi) nei confronti dei paesi che affacciano sul Mediterraneo.
Come Circolo La Scaletta e Federazione delle Associazioni Civiche del Sud si è deciso di organizzare tre convegni in tre diverse Regioni in cui affrontare i temi contenuti nel dossier. Il primo convegno si è tenuto ad Eboli in Campania, il secondo a San Martino in Pensilis in Molise, il conclusivo avrà luogo a Matera.
Nel convegno di Matera si presenterà il dossier che conterrà il contributo degli studiosi sui problemi che opprimono il Sud e, come si diceva, le possibili soluzioni alle criticità che già sono in essere, con l’auspicio che il tutto solleciti l’attenzione degli Enti chiamati a decidere le politiche territoriali e nazionali.
E’ evidente che il dossier non sarà riposto, dopo il convegno di Matera, in un cassetto ma diventerà lo “strumento” con il quale, e sul quale, la Federazione delle Associazioni Civiche del Sud avvierà un confronto con gli Enti decisori ai vari livelli: Comuni, Provincie e Regioni, non solo del Sud, affinché si porti all’attenzione del Governo e del Parlamento la necessità di una riforma costituzionale condivisa, che disegni un nuovo assetto istituzionale in grado di superare i confini regionali e non solo.
Una visione del Paese coeso e dove i servizi, le funzioni, come anche le condizioni socio economiche, siano garantiti a tutti i cittadini ed a tutte le realtà urbane e territoriali.
