Esistono parole che condensano in sé una miriade di significati e che sanno rivelarci come dei piccoli simboli preziosi, la via più breve alla comprensione, anche di ciò che in apparenza, può sembrare inesprimibile. Questo è un piccolo glossario di quelle parole.
Le Sirene
Tu vibri qui tra le onde, come un presagio.
Risplendi luminosamente nell’ardore mattutino del mare calmo.
Misteriose creature dalle fattezze ibride, per metà umane e per metà animali, che per millenni hanno popolato l’immaginario collettivo incarnando paure o desideri, come ombre che calano al tramonto.
Il mito delle Sirene accomuna tutti i popoli e le culture della terra: dai Sumeri (Zagan o Dagan) all’antico Egitto (Nun e Naunet). Dall’ olimpo indiano e del Sud Est asiatico (Matsyāṅganà e Suvannamaccha) al folklore nipponico (Ningyo). Dall’antica Grecia degli eroi immortali, alla Roma Imperiale! A legare tra loro queste affascinanti ed inquietanti figure sono il potere allucinatorio della voce e l’abissale mistero del canto.
Le sirene, figlie del mito e guardiane del mistero, sono destinate a svolgere un ruolo emblematico nella storia dell’umanità: presidiare la soglia tra luce e ombra, tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Il loro corpo ibrido e sensuale è un enigma che tiene insieme l’umano e l’animale in un incrocio di perturbante bellezza.

