I nostri sguardi, le nostre parole, restano il confine che di continuo cambia tra le cose andate e quelle che vengono

Lo sguardo degli altri

Memoria, comunità e visione: uno sguardo che unisce Olivetti e Matera

Matera, per me, non è solo un luogo. È un modo di pensare. È la dimostrazione che la cultura, quando diventa progetto collettivo, può generare identità, sviluppo e futuro. La sua esperienza di “Capitale Europea della Cultura 2019” ha mostrato come un patrimonio millenario possa essere reinterpretato attraverso una governance innovativa, capace di coinvolgere istituzioni, imprese culturali, cittadini e reti internazionali, attraverso incontri fisici e virtuali, dove l’innovazione è anche un fatto relazionale, che nasce dall’incontro tra memorie e competenze, tra pubblico e privato, tra cultura e tecnologia.
Come Presidente degli Archivi Olivetti, ritrovo a Matera un approccio molto chiaro:
la convinzione che la memoria non sia un retaggio da custodire, ma una infrastruttura sociale che orienta il futuro, la memoria come risorsa attiva. A Matera, come a Ivrea, la storia non è mai statica. È materia viva. È un patrimonio che non blocca l’innovazione, ma la nutre, così come nel 2019 ho visto una città che si apriva al mondo senza rinunciare alla propria identità: una comunità pronta a reinventarsi, capace di accogliere, generare, condividere.
È la stessa idea che Olivetti avrebbe definito “democrazia comunitaria”: un modello in cui lo sviluppo materiale e quello spirituale camminano insieme, in cui le persone non sono destinatarie ma protagoniste. Se Matera ha saputo mostrare come il patrimonio abbracci il domani, Ivrea ha insegnato che lo sviluppo economico è solido solo quando è anche sviluppo civile: urbanistica sociale, attenzione alla qualità del lavoro, apertura alla dimensione educativa, culturale e artistica, con la capacità di trasformare il patrimonio in piattaforma di intelligenza collettiva.
Che cosa lega allora Matera, Ivrea, Olivetti e il futuro?
Una parola: incontri. Gli incontri sono il filo invisibile che tiene insieme queste esperienze.

Gaetano Adolfo Maria di Tondo
(Presidente Archivi Olivetti)

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Mano aperta
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“Il tempo si misura in parole, in quelle che si dicono e in quelle che non si dicono”
Bisognerebbe saper attendere…
Rainer Maria Rilke
“Vento e terra dialogano in silenzio di incontri e di promesse”
Incontri della pelle
Marta Paterlini
“Illuminare, è questo ciò che fa la poesia”
Sotto il lucernario
Tiziana D’Oppido
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Incontri e percorsi
Vanessa Iannone
“Il ricordo talvolta riporta ai sensi il nome di ogni cosa…”
L’incontro
Lorenzo Palmeri
“Come la luce con il vetro, lo spazio sfuma l’orlo delle forme”
Area 8
Mikaela Bandini
“Perchè gli uomini creano opere d’arte? Per averle a disposizione quando la natura spegne loro la luce”
Incontri tra differenze: Love Difference – Mar Mediterraneo di Michelangelo Pistoletto
Mariadelaide Cuozzo
“Essere rugiada e luce al cospetto di una gemma”
Il pescatore
Mariarita Faruolo
“Carezze d’acqua, di vento e di luce. Che importa il tempo, scuro o chiaro…”
Gli incontri
Carola Allemandi
“La poesia in quanto tale è elemento costitutivo della natura umana”
Incontri che cambiano una vita: Dante e le vite degli altri
Fjodor Montemurro
“Ogni forma di cultura viene arricchita dalle differenze, attraverso il tempo, attraverso la storia che si racconta”
Il naturale incontro tra Diritto ed Etica
Tito Lucrezio Rizzo
“Immaginazione e connessione hanno reso l’uomo un essere speciale”
L’arte dell’incontro: tra radici del passato e costruzione del futuro
Cristofaro Capuano
“È nel cuore dell’istante che si trova l’improbabile”
Vivere l’orchestra dall’interno
Francesco Maria Sacerdoti
“Su quale capo il cielo pone la sua corona di stelle?”
Incontro all’invisibile e misteriosa immortalità dei versi (con Carla Latorre)
“Le parole non sono la fine del pensiero, ma l’inizio di esso”
Incontri
“Sono le note, come uccelli che si sfiorano, che si inseguono salendo sempre più in alto, sino all’estasi…”
Gli incontri: la musica come luogo dell’umano
Giuseppe D’Amico