Una nota di viaggio

Un viaggio lungo cinque anni

Nel tempo di un discorso pubblico mortalmente contagiato dai virus della semplificazione e della polarizzazione, una rivista che racconta invece la complessità e’ quasi un’apparizione sorprendente, fantastica e affascinante quanto una sirena.
I venti numeri della rivista trimestrale I Quaderni de La Scaletta sono dunque doppiamente da festeggiare, coincidendo per di più con gli anni della crescita e trasformazione di Matera da dimenticata città dei Sassi in un vibrante centro di cultura cosmopolita che ne fa oggi legittimamente la  “capitale” del Mediterraneo.
Non può non colpire l’analogia tra la “riscoperta“ di Matera e la ritrovata centralità che la rinascita della geopolitica regala al mare di per sé centrale “tra le terre”.
Ci fu un tempo in cui alle élites politiche di questo paese sembrò non senza ragione che il futuro d’Italia potesse essere tanto più florido e “moderno “ quanto più lontano dalle sponde meridionali dell’ex “mare nostrum”. Industrializzazione , sviluppo, mercato trovavano di fatto il loro magnete nelle nebbie del nord, tanto italico che europeo.
Ed era convinzione comune, e apertamente espressa, che un’Italia non strettamente agganciata all’Europa nella sua versione carolingia fosse destinata – così si diceva –
“a scivolare in Tunisia”. Ne seguì una crescita del Paese vertiginosa e tumultuosa ma anche squilibrata e fragile. E inevitabilmente i Sud dimenticati, d’Italia e del mondo, sarebbero tornati a imporre drammaticamente la propria presenza, meglio la loro esistenza.
Ecco la questione fondamentale che oggi si pone di fronte alla ragione e alla coscienza degli europei, e in primo luogo degli italiani che ritrovano il loro destino legato a quello del Sud che preme sul mare comune. Le favole sovraniste , le fole isolazioniste seducono chi sogna una soluzione semplice e nostalgica di fronte all’abissale complessità della sfida di fronte a noi. Per questo servono le riviste  come i Quaderni, sirene non ingannevoli ma sincere nel loro canto intessuto di pensiero libero, opinioni controcorrente, dubbi, analisi e interrogativi.
Il Mediterraneo e’ oggi un teatro di guerra oltre che un cimitero di fuggiaschi, di esuli, di perseguitati,di affamati. Per restituirlo a un futuro di pace e prosperità occorre disarmare i prepotenti di turno, smascherare le loro menzogne dannose quanto le loro bombe, sebbene nell’immediato meno mortali. Ma non c’è futuro all’infuori del dialogo, della scoperta dell’altro e delle sue ragioni. Per questo ogni articolo che leggerete nelle prossime pagine di questo numero speciale, serve a ristabilire l’equilibrio dei giusti:le idee valgono più di una pallottola, e fanno male soltanto ai mercanti di armi e di morte.

Antonio Caprarica
(Giornalista e scrittore)

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Un viaggio lungo cinque anni
Antonio Caprarica
“I nostri sguardi, le nostre parole, restano il confine che di continuo cambia tra le cose andate e quelle che vengono”
Matera, la Sirena dei Sassi
Ludovica Villoresi Passi
“L’arte che si sottrae al flusso perenne per divenire forma, è ciò che opponiamo alle tentazioni del caos”
Le Sirene, Partenope, Napoli
Raffaella Bosso
“Sovente è necessario alla vita, che l’arte intervenga a disciplinarla”
Ulisse, ancora. Il mito in viaggio nei mondi digitali
Valentina Scuccimarra
“Consegnare il giorno di oggi a quello di domani custodendo la memoria delle tempeste”
I 20 anni del MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea Matera)
Raffaello de Ruggieri
“Come un uccello di carta nel petto ad annunciare un sogno che veglia da sempre”
Ann Blyth, una magnifica sirena
La redazione
“La semplicità non è un obiettivo nell’arte”
La cera e la corda
Giorgio Cravero
“In essa è serbata ogni essenza e profumo, il sentore di canto e dolore, di vita e d’amore”
Sirene: piccola guida alla scoperta delle figlie dell’acqua
Serenella Quarello
“Un paese è una frase senza confini”
“Noi nel mondo. Indagine sulla percezione estera dell’arte contemporanea italiana”
Christian Caliandro
“Il tempo si misura in parole, in quelle che si dicono e in quelle che non si dicono”
Argonautiche
La Redazione
“Vento e terra dialogano in silenzio di incontri e di promesse”
Il canto delle Sirene e il dono del mito. Che cosa desideriamo davvero quando desideriamo qualcosa?
Cristina Dell’Acqua
“Al fondo di ogni creazione c’è sempre la nobile illusione di salvare il mondo”
Sirene. Navigare l’algoritmo e finire nella Rete
Fabio Zanino, Annalisa Gallo, Fabio Gusella
“La verità è spesso più vicina al silenzio che al rumore”
Sirene, mito o del destino dell’umanità
Vanessa Iannone
“Perchè gli uomini creano opere d’arte? Per averle a disposizione quando la natura spegne loro la luce”
Il canto delle sirene elettriche. Babel di Cildo Meireles e le metamorfosi dello sciame digitale
Donato Faruolo
“Essere rugiada e luce al cospetto di una gemma”
Il silenzio
Mariarita Faruolo
“Carezze d’acqua, di vento e di luce. Che importa il tempo, scuro o chiaro…”
Perché la fotografia è una sirena
Carola Allemandi
“La memoria è più di un sussurro della polvere…”
Una creatura che unisce il Mediterraneo ai mari del Nord: la sirena. Da Omero ai bestiari medievali
Simona Moretti
“La poesia in quanto tale è elemento costitutivo della natura umana”
Tra voluptas e voluntas: Dante, Ulisse e le Sirene.
Fjodor Montemurro
“Ogni forma di cultura viene arricchita dalle differenze, attraverso il tempo, attraverso la storia che si racconta”
Ulisse, le sirene e i vincoli della libertà
Luciano Fasano
“Immaginazione e connessione hanno reso l’uomo un essere speciale”
Le corde della finanza personale
Cristofaro Capuano
“È nel cuore dell’istante che si trova l’improbabile”
Matera città d’arte, o percorso ancora in divenire?
Simona Spinella
“Su quale capo il cielo pone la sua corona di stelle?”
“Orfeo dall’aurea lira”
La Redazione
“Le parole non sono la fine del pensiero, ma l’inizio di esso”
Le Sirene
“Sono le note, come uccelli che si sfiorano, che si inseguono salendo sempre più in alto, sino all’estasi…”
Le sirene non hanno smesso di cantare
Giuseppe D’Amico
La Federazione delle Associazioni Civiche del Sud.
Paolo Emilio Stasi