Il 18 novembre 2025 presso l’ Una Hotels Bologna Fiera si è svolto l’importante convegno dedicato alla Sanità Digitale: La Sanità di prossimità, la collaborazione Pubblico e Privato, le opportunità del digitale e la tutela della privacy.
Tra gli interventi più rilevanti ed apprezzati quello dell’ Ingegnere Claudio Fevola di seguito riportato.
Integrazione tra Monitor Multiparametrico e Cartella Clinica
Informatizzata tramite Mirth Connect
L’evoluzione dei sistemi informativi sanitari richiede oggi un elevato livello di interoperabilità tra dispositivi e software clinici. Nel contesto di Coopselios, Cooperativa che fornisce servizi alla persona, si è manifestata la necessità di integrare i monitor multiparametrici utilizzati per la rilevazione dei parametri vitali, con la cartella clinica informatizzata già in uso nelle strutture.
L’obiettivo era chiaro: ottimizzare il processo di acquisizione, trasmissione e archiviazione dei dati clinici, diminuendo le attività amministrative e ripetitive degli operatori riducendo il rischio di errore ed aumentando il tempo e la qualità di assistenza agli utenti. I parametri clinici rilevati quotidianamente dagli operatori comprendono, tra gli altri, pressione sistolica e diastolica, saturazione dell’ossigeno, frequenza del polso, frequenza respiratoria, temperatura corporea, peso, altezza, eventuale ossigenoterapia, indice di massa corporea, stato di coscienza e valutazioni mediante una compilazione di apposite scale.
La gestione tradizionale di tali informazioni esigeva una doppia operazione: la rilevazione e la successiva trascrizione manuale nella cartella clinica, con possibile dispendio di tempo e rischio di imprecisioni. Per affrontare questa criticità, Coopselios ha scelto di adottare un monitor multiparametrico avanzato.
Questo dispositivo permette la raccolta dei parametri attraverso diverse sonde e sistemi di misurazione, inviando agli altri sistemi i valori registrati solo tramite lo standard HL7 (Health Level 7). Tuttavia, sebbene HL7 sia uno standard ampiamente riconosciuto nel settore sanitario, la cartella clinica informatizzata utilizzata necessitava di un diverso formato di comunicazione, rendendo necessario un sistema in grado di tradurre i messaggi.
Il problema principale risiedeva proprio in questa incompatibilità linguistica tra dispositivi:
il monitor comunicava tramite HL7, mentre la cartella clinica richiedeva un linguaggio diverso, quello SQL. Si è quindi reso necessario un vero e proprio “interprete” digitale capace di creare un ponte tra i due sistemi. È in questo snodo che, per gli operatori, la tecnologia inizia quasi a mostrare una forma di magia, trasformando un processo complesso in un gesto semplice e immediato.
La soluzione scelta è stata l’adozione di Mirth Connect, una piattaforma open source sviluppata da NextGen e ampiamente utilizzata come motore di integrazione nel settore sanitario. Mirth Connect è in grado di ricevere, trasformare e inoltrare dati sanitari provenienti da molteplici sistemi informativi, gestendo standard come HL7, FHIR, DICOM, XML, JSON e altri formati strutturati. Nel caso di Coopselios, Mirth Connect svolge la funzione di traduttore universale tra HL7 e SQL, consentendo una comunicazione fluida e trasparente tra monitor e cartella clinica.
Il processo di integrazione si articola in diverse fasi. In primo luogo, i monitor vengono collegati alla rete WiFi delle varie strutture. Successivamente viene impostato sul dispositivo il Location ID, ovvero il codice che identifica la specifica struttura o nucleo all’interno della cartella clinica. Una fase cruciale del lavoro riguarda la mappatura, effettuata in Mirth, tra i codici dei parametri rilevati dal monitor e i campi corrispondenti nelle tabelle della cartella informatizzata. Questo permette la corretta collocazione di ogni dato nel sistema di destinazione. Grazie a tale configurazione, quando il monitor invia un messaggio HL7, Mirth Connect lo riceve, lo elabora e lo traduce in una query SQL compatibile con la cartella clinica. Il flusso funziona anche in senso inverso ove necessario. Il processo operativo quotidiano è altrettanto strutturato. L’operatore accede al monitor tramite le credenziali già in uso per l’accesso al PC ed alla Cartella Clinica Informatizzata.
Il sistema verifica, sempre tramite Mirth, che l’utente sia effettivamente presente e abilitato all’interno della struttura nella cartella clinica. Una volta ottenuta conferma, viene mostrato l’elenco dei pazienti in carico nella struttura o nel nucleo di riferimento.
L’operatore seleziona quindi il paziente e procede alla rilevazione dei parametri.
Al termine delle misurazioni, i dati vengono inviati in un’unica operazione alla cartella clinica, completando così il processo di documentazione.
I risultati osservati dopo due anni di utilizzo sono significativi. L’integrazione tra monitor multiparametrico e cartella clinica ha trasformato due azioni distinte – misurazione e trascrizione – in un unico gesto clinico immediato, preciso e totalmente tracciabile.
Tale innovazione ha ridotto il carico operativo sugli operatori, diminuendo i tempi di lavoro e liberando risorse che possono essere dedicate all’osservazione e alla cura del paziente. Inoltre, l’eliminazione della trascrizione manuale ha migliorato la qualità e l’accuratezza dei dati clinici inseriti, con benefici evidenti in termini di sicurezza e continuità assistenziale.
In conclusione, l’adozione di un sistema integrato rappresenta un importante passo avanti nel percorso di digitalizzazione dei servizi sanitari offerti da Coopselios.
La capacità di far dialogare strumenti diversi attraverso standard interoperabili garantisce efficienza, affidabilità e un miglioramento tangibile dell’esperienza sia per gli operatori sia per i pazienti. Questa integrazione conferma l’importanza di investire in soluzioni tecnologiche che semplificano il lavoro quotidiano, riducono gli errori e contribuiscono alla costruzione di un ecosistema informativo sanitario moderno e sostenibile.


